Scrittore, critico e poeta, nato a Pontelandolfo nel 1886 e scomparso a Bologna nel 1983. Cantore delicato, nostalgico e innamorato dei monti e dei ruscelli di San Lorenzello.

Autore delle opere “Testamento”, “Strada Ariella n.3” e “Il Cervillo”. Ha donato all’Ente Morale Massone Cerza la Biblioteca posseduta in via Ariella a San Lorenzello

Il ricordo della Shoah a Pontelandolfo è il ricordo del compianto Libero Perugini, milite della Seconda Guerra Mondiale, catturato dall’esercito tedesco, che ha vissuto la durezza della prigionia nei campi di concentramento nazisti. Le vicissitudini di quel tempo segnarono profondamente l’animo del giovane coriaceo Libero, che intese, in futuro, affidare ai posteri la sua memoria storica attraverso una preziosa attività bibliografica. Due le fatiche significative: “Lenticella Placida” e “La Vergine di Acqua del Campo”. Nella prima opera Perugini descrive ogni momento della sua vita militare, dalla chiamata all’armistizio dell’8 settembre 1943.

E’ un diario, condiviso con l’amico, compagno di baracca Antonio Del Ciello, dove sono annotati tutti i fatti più importanti accaduti nel corso della lunga prigionia fino al sospirato ritorno a casa alla località Sorgenza nei pressi del torrente Alenticella, da cui trae l’ispirazione. In “La Vergine di Acqua del Campo” racconta gli usi e i costumi di Pontelandolfo e descrive, con dovizia di particolari, le tristi vicende di una maledetta guerra, il ricordo dei martiri e delle tragedie di un tremendo olocausto di vite umane, attraverso una descrizione scrupolosamente affine alla realtà di quel tempo profondamente segnata dagli eventi bellici dell’ultima Grande Guerra.

Realtà storica, fatti e personaggi veri vivono nelle pagine emozionanti dedicate all’umanità sofferente, ai caduti in battaglia, alle numerose vittime civili, alle madri, alle spose, ai figli inghiottiti dal turbine di indescrivibili barbarie. Ma è soprattutto un libro dedicato ai giovani, “affinché – scrive – ricordino cosa sono state per noi le dittature, i nazionalismi esasperati, le persecuzioni razziali, etniche e religiose. Gli odi e le torture perpetrate da pazzi fanatici su popolazioni inermi durante cinque anni di terrore. Elevo a Dio la fervida preghiera affinché il sacrificio di circa 50 milioni di vite umane e di altrettanti invalidi possa contribuire a credere nella pace, ad esaltare l’umana convivenza e ad allontanare per sempre nuove velleità di dittature, di altre guerre, di persecuzioni e di nuovi olocausti”.

 

L’anima di Pontelandolfo non è dislocata solo tra i monti Calvello e Sauco, ma va ben oltre. Arriva addirittura oltre l’Oceano Atlantico fino nel Connecticut, più precisamente nell’area di Waterbury.

Qui, nella prima metà del secolo scorso, molti pontelandolfesi hanno cercato (e trovato) nuove occasioni. Nonostante il paese di origine non abbia offerto agli emigrati la fortuna e le possibilità per restare e nonostante migliaia chilometri di distanza, l’amore e il legame con le proprie origini sono rimasti il cuore pulsante di questa comunità. Nel 1930 è nato il Pontelandolfo Community Club dove, non solo gli emigrati hanno avuto la possibilità di ritrovare le usanze e le feste del loro paese, ma è stato anche un mezzo di aggregazione e di trasmissione delle proprie origini ai figli e ai nipoti. Ancora oggi il Club è attivo e nel corso di tutto l’anno, in parallelo con Pontelandolfo, vengono rivissute le festività e le attività del paese.

I nuovi mezzi di comunicazione hanno permesso di stringere ancora di più il legame tra la comunità italo-americana e Pontelandolfo.

Attraverso il loro sito si può accedere direttamente al sito turistico di Pontelandolfo #VisitPontelandolfo.

http://ponteclub.com/

 

 

 

 

Domenica 19 Maggio in Piazza San Rocco alle ore 12.15 ci sarà l’inaugurazione della Postazione defibrillatore, Pontelandolfo diventa così un comune cardioprotetto, sia per i suoi Cittadini che per i tanti turisti che si recano a far visita al borgo storico.