L’Associazione Sportiva dilettantistica Podisti Alto Sannio organizza per Sabato 01 Giugno 2019 alle ore 17:00, la Sannio Half Marathon 2019, gara regionale TIPO A aperta ai fuori regione;corsa su strada sulla distanza della mezza maratona (21,097 Km) riservata a tutti i tesserati degli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI. N.B: Sono ammessi atleti liberi in possesso di Runcard.

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Il libro di Carlo Perugini “Pontelandolfo Agosto 1861 Memorie di quei giorni è stato pubblicato a livello nazionale e e viene distribuito nelle librerie Feltrinelli, su Amazon e Ibs.
Il libro, basato sul diario di Antonio Pistacchio nativo di Pontelandolfo, che visse e descrisse in un diario gli accadimenti dell’infausto mese di agosto del 1861, quando Pontelandolfo venne distrutto dai soldati piemontesi.

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Narrano le antiche storie che a Pontelandolfo, c’era una volta un ricco Barone, proprietario di molte masserie e tante terre coltivate; in parte, le terre, erano dedicate a pascolo d’armenti.
Il barone, il cui nome non è dato sapere, amava molto il gioco delle carte. Amava la vita comoda e, certo, non pensava proprio di dedicarsi a nessuna attività.
D’altra parte non aveva bisogno di lavorare per vivere. Quando era il tempo di carnevale era sua abitudine quotidiana andare per cantine ed ingaggiare partite di tressette, il suo giuoco preferito, con chiunque gli capitasse a dar la sfida.

Si svegliava sempre tardi al mattino perché svegliarsi presto e alzarsi dal letto prima di mezzogiorno era volgare e lui non lo faceva proprio mai.
Dopo il caffè a letto e le abluzioni di rito desinava verso le due del pomeriggio e poi usciva dal suo palazzotto per scegliersi un’osteria dove trascorrere ore liete a gio-care a tressette e bere più del dovuto senza alcuna preoccupazione al mondo.Una sera di carnevale, per l’appunto, si era già fatto tardi e nella taverna si era al lume di candela, quando il barone si attac-cò con un suo lavorante, di nome Pasquale, a giocare a scopa a due.

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Nasce a Pontelandolfo il 27 febbraio del 1925 da Tommaso, falegname e Guerrera Vittoria, contadina. Angelo muore prematuramente una domenica di giugno del 1988 per una crisi cardiaca all’età di 63 anni.

Nel 1943 si trasferisce nella città di Bologna dove decide di intraprendere il suo straordinario percorso giornalistico e sportivo.

Dopo una prima esperienza nel campo delle pubbliche relazioni, si afferma nel giornalismo, diventando uno dei più quotati collaboratori di “Viagginvito”, un mensile di turismo, cultura, politica ed informazione  e, in seguito del “Quotidiano di Foggia” e della rivista culturale “Novalis”.

Come scrittore con il libro “Terebilio” ottiene importanti riconoscimenti aggiudicandosi il premio “Città de L’Aquila”.

Angelo Zara non è stato un pioniere del baseball,  è stato un seminatore di baseball, riesce a portare in questo sport il marchio Coca Cola e nella sua squadra di metà anni sessanta, la Bazzanese Coca Cola gioca un ragazzo sedicenne, Alberto Rinaldi detto “Toro”, che è stato il primo giocatore italiano ad aver fatto una stagione intera nel baseball professionale americano. Dalle ceneri della “Fiamme d’Oro” fonda i “Giaguari”, la prima squadra di baseball bolognese che si reca all’estero in divisa sociale ed ottiene la prima vittoria italiana in assoluto in terra straniera.

Fonda il “Club del Baseball” l’antesignano delle moderne Club Houses

Oltre alla Coca Cola nel 1960, porta nel baseball Unipol nel 1970, Cercosti nel 1972 e Derbigum nel 1975, che per induzione portano sponsorizzazioni importanti in tutto il settore bolognese.

Nel marzo del 1970 fece arrivare a Bologna, per un provino, un giovanissimo lanciatore di Verona. Un mancino. Corradini. Giocò quattro campionati per la squadra di Zara.

Inventa nei primi anni Sessanta gli Oscar del Baseball, che vengono assegnati da una giuria di giornalisti specializzati.

Era lo storico Longbridge, gestito da Angelo Zara, che metteva in risalto tutte le sue doti di “personaggio” vulcanico, straordinario motivatore e dirigente appassionato, passionale, dinamico e dalle grandi intuizioni. Le risorse di questo club erano limitatissime, ma, grazie alle capacità del suo “animatore”, riusciva a trovare una collocazione decorosa in serie A.