Nasce a Pontelandolfo il 27 febbraio del 1925 da Tommaso, falegname e Guerrera Vittoria, contadina. Angelo muore prematuramente una domenica di giugno del 1988 per una crisi cardiaca all’età di 63 anni.

Nel 1943 si trasferisce nella città di Bologna dove decide di intraprendere il suo straordinario percorso giornalistico e sportivo.

Dopo una prima esperienza nel campo delle pubbliche relazioni, si afferma nel giornalismo, diventando uno dei più quotati collaboratori di “Viagginvito”, un mensile di turismo, cultura, politica ed informazione  e, in seguito del “Quotidiano di Foggia” e della rivista culturale “Novalis”.

Come scrittore con il libro “Terebilio” ottiene importanti riconoscimenti aggiudicandosi il premio “Città de L’Aquila”.

Angelo Zara non è stato un pioniere del baseball,  è stato un seminatore di baseball, riesce a portare in questo sport il marchio Coca Cola e nella sua squadra di metà anni sessanta, la Bazzanese Coca Cola gioca un ragazzo sedicenne, Alberto Rinaldi detto “Toro”, che è stato il primo giocatore italiano ad aver fatto una stagione intera nel baseball professionale americano. Dalle ceneri della “Fiamme d’Oro” fonda i “Giaguari”, la prima squadra di baseball bolognese che si reca all’estero in divisa sociale ed ottiene la prima vittoria italiana in assoluto in terra straniera.

Fonda il “Club del Baseball” l’antesignano delle moderne Club Houses

Oltre alla Coca Cola nel 1960, porta nel baseball Unipol nel 1970, Cercosti nel 1972 e Derbigum nel 1975, che per induzione portano sponsorizzazioni importanti in tutto il settore bolognese.

Nel marzo del 1970 fece arrivare a Bologna, per un provino, un giovanissimo lanciatore di Verona. Un mancino. Corradini. Giocò quattro campionati per la squadra di Zara.

Inventa nei primi anni Sessanta gli Oscar del Baseball, che vengono assegnati da una giuria di giornalisti specializzati.

Era lo storico Longbridge, gestito da Angelo Zara, che metteva in risalto tutte le sue doti di “personaggio” vulcanico, straordinario motivatore e dirigente appassionato, passionale, dinamico e dalle grandi intuizioni. Le risorse di questo club erano limitatissime, ma, grazie alle capacità del suo “animatore”, riusciva a trovare una collocazione decorosa in serie A.

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